Cosa vuol dire studiare?

La risposta a questa domanda può cambiare in base alla persona a cui viene posta. Può voler dire memorizzare interi capitoli, o solo alcune parole, o imparare tutto su quell’argomento che ci piace tanto, o ancora esercitarsi fino a raggiungere il risultato sperato. In qualsiasi caso, l’obiettivo è quello di apprendere qualcosa, che sia per il superamento di una prova o, perché no, per il proprio interesse e piacere personale.

Spesso il termine studiare è sinonimo di terrore per gli studenti, in quanto precursore di verifiche, interrogazioni o esami, nonché causa di ore di stress e sofferenza davanti ai libri di testo.

Ma deve essere per forza così?

E se il problema alla base non fosse il dover studiare ma il come si studia?

A scuola ci insegnano a scrivere temi su argomenti di rilievo, a fare calcoli di ogni tipo e difficoltà, stati e capitali, i nomi di tutti gli Imperatori di Roma e di Francia, guerre e rivoluzioni in ogni salsa… ma se c’è una cosa che proprio non ci ha mai insegnato nessuno è come si fa studiare.

“Giovedì della settimana prossima ci sarà verifica, quindi studiate da pagina 131 a pagina 146!”

Facile a dirsi per la prof di storia, un po’ meno facile a farsi per noi piccoli studenti che magari non abbiamo mai affrontato prima una materia di studio.

“E io ora cosa devo fare?”

Tra le soluzioni più quotate: evidenziare tre quarti del libro, imparare a memoria tutto quello che abbiamo sottolineato, parola per parola che non si sa mai, arrendersi dopo cinque minuti e sperare nel fato. Che funzioni o meno, l’argomento studiato in questo modo dopo due giorni sarà già dimenticato e rimosso per sempre dalla vostra vita. Quello che occorre veramente fare è apprendere delle strategie che ci permettano di acquisire in modo efficace e duraturo quello che andiamo a imparare, ovvero adottare un metodo di studio.

Tutti noi abbiamo un metodo di studio, solo che non sempre le strategie che stiamo usando sono efficaci e utili per l’argomento o la tipologia di prova che dobbiamo affrontare. Per studiare meglio, quindi, è semplicemente necessario trovare un metodo che ci calza a pennello. Non ci compriamo una scarpa numero 39 se indossiamo un 36. La stessa regola vale per lo studio e poiché siamo tutti diversi, si tratta di trovare delle strategie adeguate alla nostra personalità e alle nostre capacità e bisogni.

Con la parola “studio” non si intende solo imprimere qualcosa nella memoria. Quello è quasi l’ultimo passo. Per arrivarci, occorre prima saper organizzare i compiti per casa e suddividere all’interno della settimana gli argomenti da studiare, oppure essere in grado di scrivere appunti facili da capire e ricordare, o sapersi muovere all’interno del libro di testo senza sottolinearne ogni singola parola. La memorizzazione dei concetti, avviene solo in un secondo momento, quando quello che dobbiamo imparare lo abbiamo già visto e rivisto in compiti e appunti. Prima della (non più) temuta verifica, sarà necessario soltanto rispolverare un’ultima volta ciò che ormai conosciamo già molto bene.

In breve, bisogna essere in grado di creare delle buone abitudini, sistemando le fondamenta del modo in cui gestire l’enorme quantità di cose da apprendere durante gli anni di scuola.

In questo modo, chissà, studiare potrebbe finalmente diventare un piacere!

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